martedì 12 aprile 2011

Profondo Rosso e Sanguineti:

Singolarissimo inserto, tra le pellicole che Edoardo Sanguineti ha sbucciato nella suggestiva sequenza di FIL/M/ATO, a mo' di Argumenta dei singoli film. Tra i vari titoli su cui gioca, appare, tra La Seconda volta e Tiro al piccione, il giallo violento e tinta rossetto, di Dario Argento: Profondo rosso, visto personalmente da ragazzo e molto spaventato quanto attratto, (così come dai seni di una ragazzotta moderna, col cappello da cow boy,  intravisti e stravisti in treno e di frodo, qualche giorno prima: una che aveva un grande nudo sotto la camicia sbottonata e che mi era accanto ma in piedi, quando io ero seduto sul seggiolino estraibile, prima che lei scendesse alla fermata soleggiata di Minturno), film proiettato in un'arena all' aperto di Gaeta, l'Arena Roma, dagli odori dolcissimi di mare notturno allo spettacolo delle dieci, arena ormai estinta da tempo. Ero assieme a  un gruppo di ragazzi  e ragazze, tutti molto più grandi di me, tra cui una grassona e truccatissima, che mi chiedeva l'età, dal momento che lo vietavano ai 18 e io ero ancora molto lontano – ma eravamo alla metà degli anni ottanta –
 e quando si era già in macchina
e già pronti per andare
non era così certa
che mi avrebbero fatto entrare.
Dunque, Sanguineti di quella pellicola canterà così, rievocando tutto il visto e il non visto:
Profondo rosso:
si cestinano foto: c'è un pianista, del resto: si torturano
lucertole: e la sadica è una bambina: e si uccidono medium:


Poesie Fuggitive (1996-2001) Da Il gatto lupesco.

È tutto:

0 commenti: