sabato 16 novembre 2019

Nuova Official Selection per "La città vuota - Out of the blue"






mercoledì 13 novembre 2019

"Shakespeare in war", di Michela Tilli




In questo video le prove e alcuni squarci di presentazione della pièce "Shakespeare in war", di Michela Tilli, diretta da Mary Di Tommaso, terzo appuntamento della rassegna "Belli lunghi", dedicata agli otto autori vincitori del Concorso di drammaturgia, organizzato dal Nuovo Teatro San Paolo di Roma.


lunedì 11 novembre 2019

Recensione de "Il vincolo cieco" su Convenzionali


Gabriele Ottaviani scrive sul mio romanzo "Il vincolo cieco".
Qui: Convenzionali.





"La città vuota - Out of the blue" al 73° Festival Internazionale del Cinema di Salerno





Il nostro film "La Città Vuota - Out of the Blue" è stato selezionato per il prestigioso "Festival Internazionale del Cinema di Salerno - 73° edizione"

La manifestazione si terrà dal 11 al 16 novembre 2019, presso il CineTeatro Augusteo a Salerno.
"La Città Vuota - Out of the Blue" verrà proiettato martedì 12 settembre alle ore 19:00:


venerdì 8 novembre 2019

Id _Leonardo




Una raccolta di racconti per la nuova collana di narrativa Gli origami di Stendhal - Ferrari Editore.


lunedì 4 novembre 2019

Lorenzo De Liberato presenta Fritz und Thea, auf wiedersehen

venerdì 1 novembre 2019

Fritz und Thea, auf wiedersehen




La prossima settimana si allestirà il secondo lavoro del cartellone del Nuovo Teatro San Paolo, dedicato alla drammaturgia contemporanea e agli otto lavori vincitori del Concorso di Drammaturgia Belli lunghi. Il lungo che sarà rappresentata nelle date dell'otto, del nove e del dieci novembre, "Fritz und Thea, auf wiedersehen" è stato scritto da Maury Incen e sarà diretto da Lorenzo De Liberato.

Segue il video con le prove dello spettacolo:




sabato 26 ottobre 2019

"La città vuota" - Out of the blue", su Klub 99.


Qui la recensione al film, dalla rivista specialistica Klub 99.


venerdì 25 ottobre 2019

Certificate of Achievement CICFF: "La città vuota -Out of the blue".



domenica 20 ottobre 2019

Presentazione Stagione BELLI LUNGHI 2019-2020

sabato 19 ottobre 2019

"La città vuota - Out of the blue" finalist in the 33rd season of CICFF




venerdì 18 ottobre 2019

L'ospite, di Gerardo Caputo




martedì 15 ottobre 2019

Belli Lunghi: Stagione teatrale 2019/2020






Qui il cartellone della stagione teatrale del Nuovo Teatro San Paolo, di Roma, incentrato sulle otto opere vincitrici del Concorso di drammaturgia Belli lunghi.


lunedì 14 ottobre 2019

Il vincolo cieco




Oggi il lancio ufficiale del romanzo.

Qui.

domenica 13 ottobre 2019

Nuova Official Selection per "La città vuota -Out of the blue".




giovedì 10 ottobre 2019

Due selezioni ufficiali per "La città vuota - Out of the blue".

A distanza di poche ore, ecco le due prime Official Selection per "La città vuota - Out of the blue". Si tratta del Roma Indipendent Prisma Awards e del Bobritsa Film Festival:



martedì 8 ottobre 2019

La stagione vincente


Questo pomeriggio sono venuto a conoscenza di un articolo di Sebastiano Banchieri, pubblicato sul portale Teatri online e inerente alla mattinata di sabato 28 settembre, dove al Nuovo Teatro San Paolo, a Roma, è stato presentato alla stampa il nuovo cartellone degli otto vincitori del concorso di drammaturgia.


sabato 5 ottobre 2019

I Vincitori - Belli Lunghi

giovedì 3 ottobre 2019

Claudio Damiani


mercoledì 2 ottobre 2019

"Il vincolo cieco": pronta la copertina.


Ieri, alle quattro meno venti del mattino, accendo il computer e ricevo le tre cover che la casa editrice (Ferrari Editore), mi ha proposto per il romanzo Il vincolo cieco. Sarà stato per l'ora, per il fatto che mi trovassi sveglio, (davvero per puro caso, dal momento che temevo di non avere più la linea internet), ma la visione della copertina che ho scelto, senza troppi dubbi o tentennamenti, si è impressa di quella stessa sospensione, come del silenzio irreale di quel momento. A breve la condividerò sui miei canali di comunicazione. Si tratta di un'opera di Elisa Anfuso, pittrice di livello internazionale, estratta dalla sequenza da lei denominata Mademoiselle X.
Il passaggio della copertina era fondamentale. Nel caso del romanzo, la paragonerei alla presenza della musica in un film, anche in quel caso un gran bel vincolo. Quando non c'è ancora la musica in un film il film non è davvero completo; ha una parte ancora monca. La visione della copertina, che è stata curata nel suo assetto grafico da Francesca Londino, mi ha quindi rinnovato di questa serena compiutezza, come se la figura del quadro rappresentasse l'inizio più intimo del viaggio, e forse, come spero, una risonanza di quello che si sarà mai incontrato, o anche dimenticato, a viaggio finito. Una sorta di medium, che anticipa, persegue e permane nelle segrete della storia. Lo credo mentre lo spero, quindi; ma è così:

l.s.

lunedì 30 settembre 2019

Belli corti: Quarta Edizione Concorso drammaturgia



Ultimo giorno per l'invio dei propri lavori alla Quarta Edizione del Concorso di Drammaturgia per corti e monologhi teatrali, organizzato dal Nuovo Teatro San Paolo - Roma.

Qui tutte le info.



domenica 29 settembre 2019

"Cronaca del dodicesimo", su ISEAF BOOKS



Qui il mio racconto, Cronaca del dodicesimo, selezionato da ISEAF BOOKS e presentato sulla sua piattaforma.

La sinossi:
Saumek, vecchio agricoltore e giocatore di scacchi, e il suo unico nipote adolescente, Sauk, trascorrono in profonda solitudine dodici giorni della loro esistenza, nella casa di campagna del vecchio, dove i due avranno modo di scoprisi, ciascuno addentrandosi nei litorali e negli abissi dell'altro. La cronaca di questo ultimo giorno, il dodicesimo, si smuove tra i misteri insondabili dell'adolescenza, dell'amore e dell'iniziazione al male. E sullo sfondo incontaminato e rurale di questo paesaggio, le ombre incombenti di un segreto terrificante.




martedì 24 settembre 2019

Nuovo Teatro San Paolo: presentazione del cartellone 2019/20


Comunicato stampa



lunedì 23 settembre 2019

Lo slancio per tacere


Avvertire la possibilità di esprimersi come una congiunzione oscura di fattori, potrebbe favorirne l'innocenza, il perdono di fronte all'inadeguatezza dell'intento.
Ritrovandosi quindi vittime di un congegno/sortilegio, se non di una maledizione atavica, che paradossalmente costituirebbe anche l'illusione di una forma di libertà; o forse anche suoi complici inconsapevoli, per non trovare (o cercare) mai il coraggio, se non lo slancio misurato, per maturare il tacere con lo stesso impegno e tormento impiegati nella formazione di una propria voce.


domenica 22 settembre 2019

BUFFET! 28 settembre 2019, ore 11 - BELLI LUNGHI - Teatro d’autore al Nu...



sabato 21 settembre 2019

A tarda notte


Il colloquio con le ombre
non si fa per telefono.
Sui nostri dialoghi muti non s'affaccia
'giraffa' o altoparlante.
Anche le parole però servono
quando non ci riguardano,
captate per errore di una centralinista
e rivolte a qualcuno
che non c'è,
che non sente.
Vennero da Vancouver una volta
a tarda notte
e attendevo Milano. Fui sorpreso
dapprima, poi sperai che continuasse
l'equivoco. Una voce dal Pacifico,
l'altra dalla laguna. E quella volta
parlarono due voci libere come non mai.
Poi non accadde nulla, assicurammo
l'intrusa del servizio che tutto era perfetto,
regolare e poteva continuare,
anzi doveva. Né sapemmo mai
su quali spalle poi gravasse il prezzo
di quel miracolo.
Ma non ne ricordai una parola.
Il fuso orario era diverso, l'altra
voce non c'era, non c'ero io per lei,
anche le lingue erano miste, un'olla
podrida di più gerghi, di bestemmie e di risa.
Ormai dopo tanti anni l'altra voce
non lo rammenta e forse mi crede morto.
Io credo che lo sia lei. Fu viva almeno un attimo
e non se n'è mai accorta.

Eugenio Montale da Satura


venerdì 20 settembre 2019

Due frammenti sull'impossibilità di scrivere


"Scrivere sull'impossibilità di scrivere è un atto che esprime perfettamente la patologia della creazione."

"L'impossibilità di scrivere è la ragione stessa dello scrivere."

Luigi Reitani, estratti da "Autoritratto dello scrittore come uomo che invecchia".










Un'opera ben riuscita



"Ogni lavoro artistico contiene in sé una grande ingiustizia: scriviamo con il terrore di far brutta figura nel caso che l'opera non riesca (e a ragione, in quanto il fallimento di un'opera è una vergogna personale); ma quando l'opera si rivela più o meno riuscita, non ne ricaviamo nessun vantaggio personale, anzi oserei dire nessuna soddisfazione. Un'opera ben riuscita vive di vita propria, ha una sua esistenza separata ed è di ben poca utilità alla vita dell'autore".

Witold Gombrowicz



giovedì 19 settembre 2019

Alle porte dell'autunno: prossimi appuntamenti


Alle porte dell'autunno sono in caldo diversi appuntamenti che mi riguardano e che ci tengo a condividere con i lettori di questo spazio.
L'uscita del mio romanzo "Il vincolo cieco", (Ferrari Editore) che vedrà a breve la luce attraverso l'impegno, la lungimiranza e il coraggio di Francesca Londino e di Settimio Ferrari, che hanno aperto davvero il loro cuore, e tutti i canali della loro esperienza, alla natura e alla complessità di questo viaggio. Cercherò di aggiornarvi in progressione sui passaggi più rappresentativi del libro, a partire dall'annuncio, ormai prossimo, della sua data di pubblicazione, come su tutti i successivi sviluppi. Qui l'intervista di Francesca Londino su "Il vincolo cieco", che ha aperto la rubrica Voci di scrittori.
Il mese di ottobre vedrà l'inserimento della mia pièce in tre atti "Ma è a due passi da lei", nella Collezione di teatro della casa editrice Oèdipus di Salerno.
Per Nocte film, in quello stesso periodo, sarà pronta la versione definitiva de"La città vuota", (lungometraggio indipendente diretto da Fabrizio Fiore e Thomas Battista), di cui sono coautore del soggetto, insieme a Fabrizio Fiore, e autore della sceneggiatura originale, nonché supervisore delle musiche e della post produzione.
A inizio dicembre, per la precisione il 1 dicembre, sulla rivista letteraria Risme, diretta da Sara Maria Serafini, sarà pubblicato l'incipit di un mio romanzo inedito: "Quella strana luce delle quattro". Dulcis in fundo, questa notizia mi è arrivata durante la stesura del post, la mia pièce teatrale in tre atti "Le due stanze del colloquio", è risultata tra le vincitrici del Concorso di drammaturgia organizzato dal Nuovo Teatro san Paolo, a Roma, e sarà inserita nel cartellone ufficiale della stagione 2019/20.
Per i relativi aggiornamenti utilizzerò sempre le pagine di questo blog, come quelle del mio sito ufficiale.
Una buona giornata a tutti.

l.s.


mercoledì 18 settembre 2019

I vincitori del Concorso di drammaturgia "Belli lunghi"


Comunicato: i vincitori della prima edizione del Concorso di drammaturgia "Belli lunghi"



martedì 17 settembre 2019

Racconti sbandati di Natale



Un concorso per racconti incentrati sul Natale, ideato da "La banda dei libri".
Qui tutte le informazioni per chi desidera approfondire e semmai partecipare.
La scadenza per l'invio degli scritti è fissata per il 25 settembre.



lunedì 16 settembre 2019

Passeggiata nell'addio


Ieri pomeriggio ho avvertito nella passeggiata il sereno dell'addio. Camminando da soli si rinnovano i sogni dei singoli passi, quelli che ci hanno avvicinato e allontanato da una meta che era la partenza, il passaggio delicato di consegne dalle mani azzurre del portiere di notte o dell'aguzzino. Ogni luogo una sua nuova morte: le sue chiavi difettose, l'intonaco sul materasso e la luce fioca del lume sui piatti sporchi; mentre il buio già è fuori, se mi sorprende nell'ultimo fiotto di voci, prima che tu sia tardi. 



domenica 15 settembre 2019

"Il vincolo cieco": visto si stampi:




Questo pomeriggio, dopo il mio intervento sull'ultima versione del manoscritto, il romanzo Il vincolo cieco è pronto per i successivi processi che lo porteranno alla stampa con la casa editrice Ferrari Editore, per incarnare definitivamente la sua armatura e natura di libro.
Il percorso con questo lavoro è stato davvero arduo, ma anche ricco di grandi emozioni e di stimoli. Devo moltissimo a Settimio Ferrari e a Francesca Londino, alla loro sensibilità, profusione di suggerimenti oculati e di ascolto paziente, se questo lavoro è arrivato a questo punto; se Il vincolo cieco può dirsi ormai svincolato definitivamente da ogni mia ulteriore volontà (o anche ossessione) di modifica. Da questo punto, da questa sorta di fine, comincia il sentiero di una nuova storia e di una nuova genesi, che è in fondo la vita autonoma e misteriosa di un libro. Cercherò di tenere aggiornato chi mi segue sui processi di questo viaggio, a partire da questo primo passo cruciale, appena compiuto, insieme a tutti gli altri che lo seguiranno.
Il romanzo è dedicato in memoriam all'attrice francese Pascale Ogier.

martedì 27 agosto 2019

Impromptu della linea retta


Nella direzione di un percorso creativo, nell'esercizio di solitudine che caratterizza l'intento di una ricerca espressiva, non credo nelle verità assolute, negli archetipi del giusto raccontare, adombrate in diversi decaloghi da persone anche di un certo spessore quando offrono delle possibilità.
Non credo che la vita di un artista sia un insieme di linee rette, di teoremi, di verità, ma l'intreccio di situazioni complesse che delineano, il più delle volte alle sue spalle, la direzione complessa e spesso controversa di un percorso creativo ed esistenziale, in  perenne contrappunto.
Se la scrittura, questo splendiso esercizio estenuante di solitudine, si limitasse a macinare caratteri da essere poi inviati a una figura, più o meno autorevole, che ne decreti il valore artistico assoluto o relativo, il più delle volte momentaneo e commerciale, in diversi casi solo in minima parte artistico e per la restante commerciale, in quel caso ci troviamo nella geometria asfittica della linea retta. Limitare il viaggio a quell'ingresso, con quelle convenzioni, restrizioni, a volte illuminazioni – se questo ingresso crei degli stimoli, quel mordente per riuscire quanto meno ad accostarsi al suo uscio e affinare le proprie lame inventive, allora, forse, ci sta.
L'elemento importante è quello dell'esplorazione delle proprie possibilità e di quanto possano maturare al di là dei decaloghi commerciali, travestiti da galatei delle buone maniere creative per stare sul foglio, allo stesso modo di come si sta a tavola, che imperano ovunque, in questo concetto restrittivo e scolastico di cosa sia giusto e cosa no, mischiato, quasi sempre, alla commestibilità di quel giusto scrivere, di quel far bene solo in un modo, l'unico possibile. Fingere di parlare di Faulkner o di stile, quando invece il problema è nella confezione da dare al dentrificio e al suo standard!
La direzione di chi intraprende un percorso creativo è in primo luogo un affare che ha a che fare con l'estetica, con gli equilibri, la forma, quindi con i pilastri di una certa struttura, la loro resistenza e impermeabilità, non sempre alla loro appetibilità. Tutto questo non serve solo a vendere o svendere il proprio palazzo, ma a sentirsi più vivi nell'abitarlo, lasciandolo ventilare di idee, di esperimenti, di possibilità, di ricordi e di sogni da scorgere, anche da clandestini, dai vetri appannati delle sue finestre.
Il saper raccontare è un qualcosa che non si misura con tanta facilità, come molti si fregiano di poter fare liquidando con un paio di righi lavori molto ben congegnati, di scrittori molto in gamba, anche se con una voce particolare, un po' fuori dal coro, forse. Se una persona mi inviasse un suo scritto, ci penserei su molte volte, prima di dirgli che la sua storia è davvero ben raccontata, allo stesso modo di come ci penserei su molte volte prima di dirgli che la sua storia è mal raccontata. Mi prenderei del tempo per dire la mia. Immagino che questo tempo non ci sia e allora quando non si ha tempo ci si dovrebbe limitare a giustificare la mancanza di tempo, anziché sentenziare altri tipi di mancanze, strutturali a un certo discorso di un'opera che evidentemente non si è voluta approfondire, per una serie di ragioni, anche sacrosante per certi gusti, certi modi di vedere, di pensare, ma che hanno poco a che vedere con la ricerca e l'esplorazione di un suo valore oggettivo, che in diversi casi viene messo in gioco con una certa superficialità, trascinandolo in un discorso soggettivo.
La lentezza, deve o comunque dovrebbe accompagnare ogni passo per chi selezioni le proposte di uno scrittore che ha una sua voce e che offre in qualche modo la sua fiducia e non solo la sua febbre ossessiva dello scrivere e del comparire attraverso questa sua maledizione. Invece si corre: quando non si avverte quella sensazione nota di appetibilità riconosciuta di un certo percorso, lo si destina alle sue tenebre, in diversi casi avviene questo, senza andare oltre, dedicarsi.
Un artista non gestisce dei prodotti, ma conduce nelle possibilità più o meno infinite della propria solitudine. Soprattutto. 
Inviterei quindi alla lentezza, sia gli scrittori che inviano percorsi a volte franosi e ardenti, affidandosi alla cieca, sia agli stessi addetti alla cernita e alla selezione di un certo linguaggio, anche un po' fuori dal coro.
Il guasto è alla base. Una questione di superficialità. Se non si va nel fondo, nulla ha senso.

giovedì 4 luglio 2019

"Promessa di matrimonio" e "Le due stanze del colloquio" tra le 20 pièce teatrali finaliste




Comunicato – Prima selezione.


mercoledì 19 giugno 2019

Versi di viaggio


Alberi luminosi dell'inverno.
E la montagna tace dove azzurra
spazia, e deserta, un ultimo paese.
Bianco d'arabe logge un davanzale
passa lungo le donne e la domenica.

Alfonso Gatto





lunedì 10 giugno 2019

La perennità della farragine


"È un errore voler facilitare il compito del lettore. Non te ne sarà grato. Non gli piace comprendere, gli piace segnare il passo, sprofondare, gli piace essere punito. Donde il fascino degli autori confusi, donde la perennità della farragine".

E.M. Cioran

sabato 1 giugno 2019

"Il documentario blu" su Risme


Sul numero 2 della rivista letteraria Risme, il mio racconto "Il documentario blu", con l'illustrazione di Alessia Porcelli.





mercoledì 29 maggio 2019

"Prima del ritorno": venerdì 31 maggio al Teatro Fara Nume



venerdì 24 maggio 2019

Dalla dailynews n.8 di Risme



giovedì 9 maggio 2019

ID _Leonardo: lunedì 13 maggio preview al Salone del Libro di Torino






lunedì 6 maggio 2019

A volte, solo un secondo


Foto di Francesco Amorosino

Mostra di Claudia Lasenna, Cristiana Fasano
11 e 12 maggio 2019, dalle 11 alle 20, presso via del Mattonato 8, Roma.




giovedì 25 aprile 2019

"Belli lunghi": bando per autori





domenica 21 aprile 2019

Fallire la propria vita



Fallire la propria vita significa accedere alla poesia – 
senza il supporto del talento.

E. M. Cioran



sabato 20 aprile 2019

"Ma è a due passi da lei", di Luigi Salerno



La  mia pièce teatrale in due atti "Ma è a due passi da lei", è annunciata nella Collezione di Teatro della casa editrice Oèdipus. È un lavoro che reputo fondamentale per l'interesse di una fase delicata della mia ricerca, ancora attiva, in cui ho cercato di sperimentare diversi moduli ed effetti stilistici, sia sui tempi che sul tipo di articolazione e interazione tra le parti in gioco, attraverso una tematica che mette in luce alcuni aspetti legati al mistero del talento e dei processi oscuri della creatività, come al confine sottile tra popolarità e riconoscimento, riuscita e messaggio ideologico-artistico di un'opera, nei suoi molteplici limiti e azzardi comunicativi.
Il tutto è incentrato sul costante paradosso dei dialoghi e delle situazioni, ma nello stesso tempo su di una contaminazione tra l'approccio formale alla commedia e la provocazione sottile con cui il personaggio si fa beffa e diventa incosciamente oggetto di beffa della stessa problematica estetica dell'opera di cui si fa carico, e di cui è già parte lesa e in causa in ogni crasi del suo mentre.
La confessione di una poetica esasperante dell'impossibile, sulla quale annientare e restaurare i propri modelli e intuiti più seduttivi e immaginifici, per la ricerca  di una voce incontaminata ma insieme coerente e classificabile, che riesca appena a nutrire, prima ancora di essere divorata dalle fauci nere del suo tempo.

l.s.





lunedì 11 marzo 2019

Voci di scrittori: Luigi Salerno





Da oggi l'intervista sul mio romanzo "Il vincolo cieco", che apre la rubrica Voci di scrittori dalle Cronache letterarie di Ferrari Editore.




domenica 10 marzo 2019

Scrivere la scrittura

Un bellissimo articolo di Francesco Correggia. Scrivere la scrittura.


sabato 9 marzo 2019

La libertà senza limiti


"Il più grande servigio che si possa rendere a un autore è impedirgli di lavorare per un certo tempo. Sarebbero necessarie tirannie di breve durata, che servissero a sospendere qualsiasi attività intellettuale. La libertà di espressione senza interruzione alcuna espone i talenti a un rischio mortale, li costringe a prodigarsi oltre le loro risorse e impedisce loro di accumulare sensazioni ed esperienze. La libertà senza limiti è un attentato contro lo spirito".

E.M. Cioran


domenica 3 marzo 2019

Le finestre buie



Le finestre buie costituiscono spesso 
un'evidenza molto chiara.

Stanislaw J. Lec




sabato 2 marzo 2019

Nei momenti di maggiore crisi


Nei momenti di maggiore – o anche di migliore – crisi, quando cerco di identificare tra gli appunti sparsi di vari periodi della mia ricerca quel certo filo conduttore, quel capo appena umido con cui riprendere un certo discorso, mi accorgo che non è solo difficile fare qualcosa di valido, che sia quanto meno dignitoso, se non coerente o ancora accettabile, ma soprattutto qualcosa che mi appartenga in profondità e che mi racconti nella mia possibile o auspicabile unicità, al di là del suo valore e della sua possibile resa.  
La ricerca di una propria voce, e poi solo più avanti del suo eventuale valore, credo che sia l'impresa più ardua per un percorso artistico serio, anche perché potrebbe portare alla consapevolezza, se si è davvero onesti con se stessi, che una voce propria la si potrebbe anche non possedere, accorgendosi di aver perseguito o forse ostentato, nel tempo, soltanto il surrogato di altre voci o traiettorie stilistiche che si sono molto amate e interiorizzate, a tal punto da confonderle con qualcosa di intimo e personale o forse di artistico. 
La ricerca fondamentale dovrebbe puntare a questi elementi, ma anche nel dubbio di un processo creativo o pseudo-artistico illusorio, e quindi fallimentare per la propria interiorità, andrebbe comunque perseguita, a tutti i costi. Anche lo scoprire di non avere una propria voce, – come quella particolare qualità misteriosa e naturale che si dice talento – attraverso una ricerca  ispirata di un'intera vita, avrà avuto comunque un senso, se perseguita in modo autentico e personale. La fissità luminosa nella certezza e nell'illusione di un valore, è molto meno stabile di qualsiasi moto, anche se questo è proiettato nei palazzi e nelle rovine della propria oscurità.

sabato 23 febbraio 2019

Terzo Concorso di drammaturgia: sezione monologhi


"Prima del ritorno" al Nuovo Teatro San Paolo di Roma


Questa sera, al Nuovo Teatro San Paolo di Roma, il mio monologo "Prima del ritorno", sarà rappresentato insieme agli altri lavori finalisti della terza edizione del concorso di drammaturgia, con la regia di Roberto D'Orazio e l'interpretazione dell'attore Riccardo Benforti.




giovedì 7 febbraio 2019

Il peso dell'invisibile


Pensavo in questi giorni a quanto pesi l'invisibilità. Specie quando è essenziata in un personaggio, nelle sue dinamiche, nei suoi scorci di voce e di costante sottrazione alla certezza del chiaro. A volte queste presenze, che sono appena sull'uscio e sembrano non avere mai abbastanza fiato e coraggio per esporsi, sono quelle che in diversi casi fanno la differenza. Il loro peso diventa col tempo condizionante ed è contratto e conformato dalla loro assenza, come dalla loro caparbietà nel non comparire e nel non ostentare mai la volontà di esserci a tutti i costi. Un sentimento di resa che ritorna solo più avanti, a volte in momenti del tutto inattesi, rendendo proprio quelle figure più sobrie, vacillanti e in disparte,  disegnate con un filo di matita, le uniche che abbiano davvero contato – e forse anche cantato – nella musica misteriosa di una storia, rappresentandovi l'unica (ir)reale risonanza.



lunedì 4 febbraio 2019

Da un colloquio domenicale con l'editrice


"Ci vogliono troppe cose, F., che non c'entrano con le parole e i vari tecnicismi, ma con un elemento ancora più primordiale, come il rapporto profondo tra il segno e il silenzio. È lì che comincia tutto. Il silenzio del segno e la rottura del silenzio. Giustificare questa rottura ha bisogno di una rielaborazione passiva di anni e di momenti senza parole e senza una lingua. Un quaderno di solo vento, di pietrisco o delle voci dei morti o degli uccelli. Non cambia molto. La natura dello scrivere dovrebbe rimanere oscura e tendere al mistero; evocata da fattori preconcettuali, ma anche dalla necessità di una chiamata o maledizione. La maledizione del silenzio e del segno. Del segno che deve raggiungere la purezza del silenzio, altrimenti la rottura sarà del segno e non del silenzio. [...]".



giovedì 10 gennaio 2019

"Finalmente l'inverno": official trailer