sabato 25 marzo 2017

Les Sons Intensifs International Festival 2015











mercoledì 22 marzo 2017

"MINETTI IN SCENA" incontro nel Foyer del Teatro della Corte 16







martedì 21 marzo 2017

Dal set de "La città vuota"



















domenica 19 marzo 2017

Una luce di calma, una vetrina


Sono ritornato a questi versi di Vittorio Sereni, dopo diverso tempo. E ancora una volta mi hanno colpito per la loro eleganza, profondità e bellezza. Tanto da pensare a inserirne un estratto come epigrafe del mio romanzo "Quella strana luce delle quattro".

Inverno a Luino

Ti distendi e respiri nei colori.
Nel golfo irrequieto,
nei cumuli di carbone irti al sole
sfavilla e s'abbandona
l'estremità del borgo.
Colgo il tuo cuore
se nell'alto silenzio mi commuove
un bisbiglio di gente per le strade.
Morto in tramonti nebbiosi d'altri cieli
sopravvivo alle tue sere celesti,
ai radi battelli del tardi
di luminarie fioriti.
Quando pieghi al sonno
e dài suoni di zoccoli e canzoni
e m'attardo smarrito ai tuoi bivi
m'accendi nel buio d'una piazza
una luce di calma, una vetrina.

Fuggirò quando il vento
investirà le tue rive;
se la gente del porto quant'è vana
la difesa dei limpidi giorni.
Di notte il paese è frugato dai fari,
lo borda un'insonnia di fuochi
vaganti nella campagna,
un fioco tumulto di lontane
locomotive verso la frontiera.

Vittorio Sereni, da Frontiera




mercoledì 15 marzo 2017

"Road Movies" di Lee Ranaldo (Quarup editrice)









lunedì 13 marzo 2017

Senza luce

Dalle cinque della domenica di ieri, siamo rimasti senza luce. Nella mia strada, il mio palazzo insieme ad altri. Tutte le attività che si reggevano sulla corrente elettrica, sono state mozzate sul vivo, senza un preavviso o una possibilità di rimedio immediato. Forse alle nove, dicevano in giro, ma non vi erano prove o certezze sull'ora del ritorno. Dalle finestre di fronte un giallo fioco, surreale, ammantato di ombre. Una sera che si è posata nelle case a lumi di candele, con qualche visita fatta o ricevuta, per farsi compagnia, bussando alle porte accanto con le mani aperte, a volte con le nocche. Parole pronunciate con dolcezza, senza tempo. Ciascuno era verso l'altro, con un altro animo, come se dentro un altro secolo. 
Alle dieci della sera tutto l'incanto di penombra è svanito. È ritornata la certezza luminosa della realtà, ma non ha portato via la sensazione soffusa di quella breve privazione, che si è rivelata, nonostante tutto, un piccolo dono, per chi ha saputo coglierlo e ascoltarlo.








sabato 11 marzo 2017

Premio Scena & Poesia I Edizione




Qui il bando ufficiale.