venerdì 31 ottobre 2014

"Le braci nella pioggia" Capitolo XII




Archivio capitoli

sabato 25 ottobre 2014

Le braci nella pioggia. Capitolo XI




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venerdì 24 ottobre 2014

Montale: un mottetto




Quanta aria montaliana, nei primi freddi di Napoli, ma anche nella luce dei primi freddi, riprendendo ieri notte la bellissima edizione paterna de "Le occasioni": I poeti dello specchio di Mondadori del 1949.
Un poeta d'altra parte rimane sferzante come un primo freddo, una metamorfosi o mutamento atmosferico precoce.  Questo destare"a soprassalti", come dice Montale in questo mottetto, che smuore nella bellezza ombrosa di un vicolo, per continuare a vagare da solo, nell'aria sua e dei luoghi che raggiunge e che a volte contagia e corteggia di ansia come un ciclone, un lungo fischio nel buio.

Eccolo il mottetto, asciutto e intriso di una perfezione tersa e ariosa, che si agguerrisce e si slega nella libertà del suono e del suo nuovo:

Ti libero la fronte dai ghiaccioli
che raccogliesti traversando l'alte
nebulose; hai le penne lacerate
dai cicloni, ti desti a soprassalti.

Mezzodì: allunga nel riquadro il nespolo
l'ombra nera, s'ostina in cielo un sole
freddoloso; e l'altre ombre che scantonano
nel vicolo non sanno che sei qui.

Eugenio Montale: Mottetto da "Le occasioni" Lo specchio. Mondadori edizione 1949

mercoledì 22 ottobre 2014

Le braci nella pioggia: Capitolo X





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venerdì 17 ottobre 2014

Le braci nella pioggia. Capitolo IX




Capitolo I
Capitolo II
Capitolo III
Capitolo IV
Capitolo V
Capitolo VI
Capitolo VII
Capitolo VIII

giovedì 16 ottobre 2014

La somministrazione titanica: E. M. Cioran



Cioran rimane una struttura molecolare e farmacologica. Una somministrazione titanica per una terapia sovversiva dell'essere verso un'altra origine, di una regione insondabile ma vera: 

"Le tre del mattino. Percepisco questo secondo, e poi quest'altro, faccio il bilancio di ogni minuto.
Perché tutto questo? – Perché sono nato. [...]".

Nei momenti calmi del pomeriggio nei quali attraverso la sua galleria di aforisimi, mi sento ingoiato da un effetto di lungimiranza e dalla stessa densità di cui ha scritto egregiamente Guido Ceronetti nella sua prefazione a "Squartamento".
Ed è quella stessa densità, ineguagliabile e intonsa del pensiero e della scrittura di Cioran, che ho incontrato ne "L'inconveniente di essere nati", e che mentre avverti di divorare con gli occhi, ti divora e ti frantuma come vetro. La sua accoglienza tagliente ma sempre calda, dal tepore mefistotelico e insieme materno. Senza seni.

Due piccoli immensi esempi, dal capitolo X de "L'inconveniente di essere nati":

Le persone "distinte" non sono inventive in fatto di linguaggio. Lo sono, invece, in modo straordinario tutti coloro che improvvisano per ciarlataneria o sguazzano in una grossonalità venata di emozione. Sono forze della natura, vivono direttamente nelle parole. Il genio verbale sarebbe dunque appanaggio dei luoghi malfamati? In ogni caso esige un minimo di sporcaccioneria.

Bisognerebbe limitarsi a una sola lingua e approfondirne la conoscenza in ogni occasione. Per uno scrittore, chiacchierare con una portinaia è molto più proficuo che intrattenersi con uno scienziato in una lingua straniera.


lunedì 13 ottobre 2014

Le braci nella pioggia. Capitolo VIII




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