martedì 26 luglio 2016

Solitudine


Ma le mie urla
feriscono
come fulmini
la campana fioca
del cielo.

Sprofondano
impaurite.

Giuseppe Ungaretti, da Naufragi – Vita d'un uomo (Santa Maria La Longa il 26 gennaio 1917)

























domenica 24 luglio 2016

Diversi anni fa


Una mia carissima amica, diversi anni fa, andava a pattinare sul Lungomare degli Inglesi, a Nizza. Un luogo da lei molto amato, che nel periodo in cui lo ha vissuto e frequentato le è stato di grande conforto. Adesso questa mia amica è un cardiochirurgo molto in gamba e ha a che fare con le dinamiche della vita e della morte da una prospettiva molto particolare, dovendo essere lei, adesso, di grande conforto per gli altri. Quando l'altra sera mi ha raccontato delle sue lunghe pattinate a Nizza sul Lungomare degli inglesi di diversi anni fa, ho avvertito nella sua voce, come nella sua espressione, molto dolore e sconforto; una muratura spessa di dolore e di sconforto. Una sorta di misterioso controtempo, che dava alle sue parole, al ritmo e al suono grondante del presente una nuova, perniciosa densità di finito e di inconsolabile. Il tipico dolore che si intreccia nei ricordi e li rende eterni della loro fine, impregnandoli di una loro insanabile viscosità. 
Nel ricordo di quelle lunghe pattinate sul Lungomare degli Inglesi adesso vigeva un altro regime. Con altre regole, altre luci, altre prospettive di paesaggio. E solo aprendo ancora un altro sterno, nella sua difficile professione, e pensando a riparare un altro cuore umano, forse quella pattinata lontana nel tempo, in qualche modo e per qualche attimo si libererà dei suoi spettri, come diversi anni fa, pensando.

















































sabato 23 luglio 2016

Eppure


Le motivazioni logiche per non scrivere le avverto  molto più forti e più stabili di quelle che invece porterebbero a scrivere. Il rinunciare a qualcosa di così impervio e tremendo, avrebbe – credo – più forza, senso e ardore del mero persistervi.
Da un punto di vista prettamente razionale, quindi, sembrerebbe che occupare del tempo e investire delle energie e degli sforzi considerevoli per qualcosa di così vago, assurdo e incerto, rimarrebbe e permarrebbe un grosso azzardo, se non una pura follia o malìa narcisistica. Senza una certa richiesta specifica e diretta a esprimere i propri pensieri, sentimenti, emozioni in parole, – o quanto meno una minima accoglienza o curiosità – il tutto sembrerebbe attorcigliarsi intorno al vuoto abissale e caotico di se stessi e dei propri filamenti di sogno o di invasamento, in un vago attorcigliamento adolescenziale, di solito patologico se non patetico e a volte molto più frustrante, spaventoso e doloroso, che non consolatorio o balsamico. 
Eppure:
– in questo eppure, credo che risieda tutta la profondità misteriosa e spiccata del senso. Soltanto e ancora lì. Laggiù.











































giovedì 21 luglio 2016

Due frammenti sull'impossibilità di scrivere


"Scrivere sull'impossibilità di scrivere è un atto che esprime perfettamente la patologia della creazione."

"L'impossibilità di scrivere è la ragione stessa dello scrivere."

Luigi Reitani, estratti da "Autoritratto dello scrittore come uomo che invecchia".


































giovedì 7 luglio 2016

La città vuota e Terni


Il nostro progetto "La città vuota" è stato citato e incluso tra le iniziative cinematografiche e audiovisive ospitate dal territorio di Terni, nell'articolo "Il cinema a Terni segno di vitalità e capacità organizzative".


































martedì 5 luglio 2016

Schemi mentali e costruzioni


"Ci sono schemi mentali che portano a credere di aver dato vita a qualcosa di definitivo, di immutabile, e un momento dopo è già tutto finito. Una costruzione di cemento armato non è molto diversa da una casa costruita con le carte da gioco. Per ognuna basta che arrivi il colpo di vento giusto".

Thomas Bernhard































venerdì 10 giugno 2016

A poet


"A poet is a world enclosed in a person."

Victor Hugo