martedì 2 settembre 2014

Che cos'è Arterie?


domenica 31 agosto 2014

Doppia proiezione per "Promenade fatale" al festival di Arterie 2014


Qui

mercoledì 27 agosto 2014

Estratto di romanzo



"Non sopportiamo che i nostri congiunti non siano al corrente delle nostre pene, non sopportiamo che continuino a crederci più o meno felici se a un tratto non lo siamo più, ci sono quattro o cinque persone della vita di ognuno che devono essere informate all'istante di quanto ci succede, non sopportiamo che continuino a credere quello che non è più, non un minuto oltre [...]".

Da "Domani nella battaglia pensa a me" di Javier Marĺas

sabato 23 agosto 2014

L'arte come orizzonte multiplo


L'impatto con una qualsiasi nuova espressione artistica è soprattutto l'opportunità di un orizzonte nuovo e inesplorato. Una nuova ed eterna prima visione, irripetibile e sempre fresca a ogni nuova proiezione. Ma oltre quest'orizzonte potrebbe essercene ancora un altro, con la sua pulsione di luce e dietro un altro e poi un altro ancora, all'infinito.
Non c'entrano numeri, misurazioni, strutture, standard di eccellenza e confronti, ma solo il nitore di una linea pura e ancora umida, dove ritrovare o ritrovarsi in una certa traiettoria  di alleanza luminescente e mai solcata, reale, anche se forse non la si raggiungerà mai. Questo approccio con la possibilità di quest'eterna Orplid impalpabile, che un intento artistico concede e nega nello stesso tempo, è una delle condizioni che lo distinguono dai costrutti più razionali e definiti: il mistero luminoso di quell'orizzonte multiplo, ma anche la sua ricchezza intriseca e nutriente, quanto mai precisamente quantificabile che ne dilaga.

giovedì 21 agosto 2014

"Promenade fatale" nella selezione ufficiale del festival di Gioiosa

Tutto qui: "Promenade fatale" selezionato al festival del cinema di Gioiosa



sabato 16 agosto 2014

A un venditore di profumi


Al passaggio della cesta di biscotti, quello che spicca è il profumo inconfondibile, che desta dal torpore qualsiasi persona vi si imbatta in quel momento. La scia del profumo precede di poco il richiamo terso della sua voce, con il suo annuncio caldo e amico, che si fa breccia tra la folla indolenzita e assonnata, intorno alle tre. Ogni volta che passa, quel venditore di biscotti si ferma a parlare con me. Una breve sosta, dove mi avvolge e mi sommerge nel profumo della cesta ancora piena e delle sue parole, qualche suo frammento ispirato o breve resoconto – ieri mi ha raccontato di un gruppo di bambini che gliel'hanno riempita d'acqua quella cesta di biscotti. Un giorno o anche più di un giorno: per gioco e nell'indifferenza assoluta degli adulti. È successo.
Nel passaggio successivo la cesta con i biscotti è quasi vuota, ma il profumo è rimasto lo stesso. La stessa fragranza e inconfondibile intensità dell'andata; così come il suo annuncio caldo e amico. E sempre ieri, poco prima di andare, parlandomi della sua famiglia,  quel venditore di biscotti mi ha detto che un uomo si riconosce di sera, quando si corica e si rapporta in solitudine con le sue ombre. Solo in quel momento. Un uomo si riconosce di sera, sul tardi, mi diceva il venditore, quando non rovescia le sue ombre addosso agli altri che gli stanno intorno, ma quando invece le patisce da solo, nel buio, poco prima del sonno. Muto e solo al mondo, così.
L'ho visto allontanarsi, con lo stesso vigore radioso, nel pomeriggio, come un personaggio asciutto e pietroso dell'Odissea. La sua ombra leggera, ancora la stessa scia profumata, sempre più lontana. Come sempre, poco prima delle quattro. Poi basta.

venerdì 15 agosto 2014

Occhi


Esistono sguardi solcati nei visi da tracce fitte di coltelli sporchi  L'umidità del solco freddo, ancora guizzante di vernice e vetriolo. Un taglio netto e severo, quello di molti occhi, ancora striati del nitore delle viscere del branzino. Altri sguardi più suadenti ma viscosi nello squarcio, come prati impazziti al crepuscolo, che distendono odori nel buio e spesso molta più paura, quando il finestrino della macchina è abbassato e le case abitate sono molto lontane o quando senti piangere forte, a singhiozzi, dall'appartamento oscurato accanto.
Ogni figura ha il suo baricentro espressivo dentro due ferite da taglio. Gli occhi sono il punto più violento e tragico dell'uomo. La sua cena al buio con se stesso. Il suo doppio passo e ultimo duplice salto mortale nel vuoto della vita.
L'automatismo dello sguardo in molti umani non ha cuore, ma solo economia di pulsione. L'arabesco fragile e urticante di una medusa al mattino, sospesa nel primo polveroso cimitero di coralli, quando osserva murata la scintilla del primo chiaro. 
L'orgasmo azzurrato di un fondale marino, quando la tua donna si taglia il laccio del costume con un coltello da sub e ti rende di colpo la punta di un seno o di un polso: nel buio.