venerdì 10 aprile 2009

Shining e scrittura


Sono sempre più convinto che in un percorso creativo che si rispetti, esistano degli elementi poco definibili, impalpabili, che il più delle volte possono fare la differenza. Nello scrivere, ad esempio, io credo fermamente nello scintillio, lo shining, termine forse piuttosto appropriato di iridescenze e di piccoli suoni tintinnanti di sibilo, di piccoli graffi sottili nell'aria per parlare del telepatico tra persone distanti, come possono essere uno scrittore e il suo misterioso lettore. Questo fattore è il motore attraverso il quale le proprie immagini si fanno pensiero e quindi parola. E mi sto accorgendo che molte volte il punto di attacco con l'attenzione e con la percezione di chi ti legga, sia orientato molto di più su fattori impalpabili e poco controllabili.
Partendo dal presupposto che in un impianto stilistico e nel laboratorio di qualsiasi scrittore, che lo sia davvero e che legga moltissimo, si siano affinati i rudimenti per poter comunicare senza inorridire o togliere di colpo la fame ai propri lettori, questo fattore un po' misterioso è quel quid che in molti casi fa la differenza tra due lavori, molto spesso di uguale livello. Molte volte un incontro tra uno scrittore e un lettore avviene per un' imperscrutabile confidenza, che a volte può attivarsi da un solo paragrafo, da come il narratore affronti una curva insidiosa, dall'abilità con cui riesce ad uscirne, da quanta onestà e quanta magia si attivi ancora fresca nel suo immaginario. L'intarsio, la tecnica, la maturità del linguaggio, sono tutti elementi fondamentali, che vanno assemblati come mattoni in una buona armonia. Ma poi scatta quell'elemento irrazionale, inspiegabile, per cui quel manoscritto attraverso una lettura particolarmente sensibile e scintillante, comincia a cantare.
Ed è in quel caso che qualcosa ha funzionato davvero, senza un calcolo preciso, o forse conseguenziale a una buona pratica di ascolto sensibile della propria vita, senza parole.
Non penso che si tratti di uno stratagemma da cercare per irretire consensi e attenzioni, ma è la cura naturale di un'atmosfera fatta di ritmo, di piccole insidiose sonorità, che possono rappresentare un elemento trainante, anche in mezzo a cento difetti. Oppure può esserci una struttura impeccabile e perfetta, che non abbia voce per particolari ascolti.
Ecco perché mi convinco sempre di più che la difficoltà dello scrivere non sia solo legata al proprio bagaglio tecnico da sistemare, ma alla capacità di trovare i propri lettori, o anche qualcuno che però ti legga con naturalezza, e che decida di sceglierti con una fiducia istintiva, a volte al buio.
È lo stesso parametro attraverso il quale un buon editore decide di dare un'opportunità a un lavoro piuttosto che a un altro.
Ancora una volta sono convinto che debba succedere qualcosa, qualcosa di strano che lo catturi con dolcezza, con onestà, ma che comunque lo catturi. E chiunque scriva qualcosa, dovrà stare molto attento a non soffocare mai l'invisibile delle sue parole, ma ad ascoltarsi, come se le parole non fossero le sue. Come in uno scintillio notturno.
l.s.

5 commenti:

Gloutchov ha detto...

Eh sì! Credo tu abbia proprio ragione!

luigi ha detto...

Ciao, Glauco, e grazie per la tua visita. Queste sono delle mie idee un po' pazzoidi sulla scrittura e sull'amore che provo per tutti i suoi misteri.
Sono contento e onorato che tu le condivida .
Auguri per tutto.

falilulela ha detto...

Proprio oggi mi chiedevo cosa facesse di una persona che scrive uno scrittore.
Accenni, con molto garbo, a qualcosa di
imponderabile che, comunque, farebbe scattare un contatto. Un'affinità? Con quel particolare lettore? Oppure chi scrive (se bravo) individuerebbe prima degli altri gli eventuali "bisogni" dei lettori? E' un argomento che mi affascina e sul quale continuo a riflettere...

luigi ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
luigi ha detto...

Bella domanda, falilulela.
Chissà se esiste davvero una risposta, o forse ce ne sarà una diversa per ognuno.
Il meccanismo che scatta fra chi scrive e chi legge lo sento piuttosto imprevedibile e non penso che si possa prevedere se e come avverrà questa sorta di affinità.
Forse il bello della sfida sta proprio nel fondo del suo mistero.
Grazie della visita.