mercoledì 10 marzo 2010

Napoli, 12 Gennaio, 1978: Compito in classe

Tema:
Anche per noi ragazzi non tutte le giornate sono liete...
  
  Svolgimento
Capita che a volte, nella nostra vita felice e spensierata, ci sia qualche brutta giornata. Non una volta sola ho trascorso delle giornate brutte. Narrerò come ho passato una di queste: qualche anno fa mia madre aspettava un bambino, un mio primo fratellino, perché io ero figlio unico ed ero contento di avere un fratellino o anche sorella che sia, un nuovo ed eterno membro della nostra famiglia. Quando mia madre fu ricoverata in clinica, io andai a dormire dai miei nonni materni, che avevano anch'essi la grande gioia di avere un nuovo nipotino. Non vedevo l'ora che questo bimbo nascesse e in quel periodo per me il  tempo era prezioso e sembrava non passare mai, ma finalmente un bel giorno verso le quattro del pomeriggio suonò il telefono, i nonni risposero e mi confermarono che era nato un bel maschietto. Io fui contentissimo della bellissima notizia, ma durò per pochi minuti, perché poco dopo risuonarono al telefono, rispose mio  nonno, il quale non parlava e dopo avere abbassato la cornetta, dal rosso vivo delle sue guance, diventò pallido e triste. Io e mia nonna che eravamo vicini, non riuscimmo a capire perché non parlava più e io insistetti per sapere quale notizia l'aveva rattristato così, ma lui non volle rispondermi e mi mise a cavalcioni sulle sue spalle, camminando per la casa e poi si fermò davanti allo specchio del salone grande. Eppure - pensavo io -un giorno dovrebbe aver avuto il coraggio di confermarmi l'accaduto. Stanco e seccato di essere implorato a quel modo dai miei occhi, disse a me e alla nonna che il bambino era vissuto per poco tempo, qualche minuto. Antonio  (era quello il suo nome) era morto e nato insieme. Dopo aver saputo quella notizia, è come se non capissi più nulla. Mi buttai su di una vecchia poltrona e mi misi a singhiozzare e a piangere lungamente. I nonni cercarono di consolarmi, ma non ci riuscirono. Il mio fratellino, che attendevo da tempo, non c'era già più. Il cuore della mia famiglia era straziato. Quando ancora oggi a dieci anni penso a quest'episodio, continuo a rattristarmi ancora. Il povero neonato non aveva avuto nemmeno il tempo di piangere. Quando ritornai nella mia casa pensavo che ora lì, nella culla, ci sarebbe stato il mio fratellino. Purtroppo io ho passato, con la mia famiglia, altre cose brutte, ma mai come questa. A denti stretti, la mia famiglia a poco a poco iniziò a non pensarci più o  pensarci di meno. Non può essere vero -pensavo - non può essere vero che una creatura così piccola possa perdere la vita. Eppure era la verità.
Infine io spero che la mia vita continui senza più dispiaceri del genere e così grandi. Ma è difficile, in fondo un giorno tutti  faranno la fine di tante altre persone che adesso riposano eternamente.
l.s.
Nella foto: Luigi in Irpinia.

4 commenti:

sandra ha detto...

Come hai fatto, così piccolo ad esprimere il tuo infinito dolore, come hai fatto a far emozionare così tanto...
Ma ti ricordi il voto?
Sicuramente era un voto alto, un regalo per il piccolo Antonio...

luigi ha detto...

Ciao, Sandra. L'ho trovato un po' di tempo fa, ma solo la brutta, il voto non me lo ricordo, il vuoto, quello sì, e forse mi è rimasto ancora. Comunque l'insegnante mi chiese di leggerlo ad alta voce davanti a tutta la classe, questo me lo ricordo come se fosse ieri.
Ciao e grazie,
Luigi

giochidiparole ha detto...

Mi sono commosso. La tua bravura si vedeva già a quell'epoca. Mi dispiace solo per questa storia. Deve essere stato davvero brutto.

luigi ha detto...

Ciao,
sei molto sensibile e gentile. A volte tirare fuori dei ricordi, anche se dolorosi, può avere comunque un senso, anche nel condividerli così.
Grazie della visita e in gamba per la tua scrittura, che a quanto pare sta procedendo molto bene.
In gamba,
Luigi