Nell’aria della passeggiata si avvertivano fragranze di tenebre. L’ansia dei passi palpitava dello stesso rosa della spuma marina, lo stesso che verso sera si addensa sulla cima del Redentore. Le pareti riflettevano il mutare feerico del tempo; la sua mota sanguigna, che si perdeva come lume di nave nel fumo, avviluppandosi dentro l’imbrunire, verso l'inizio di una musica da una casa lontana.
Resistere al tecnofascismo
29 minuti fa


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