sabato 31 dicembre 2016

Qualcosa di cui non si è mai veramente capaci


Peter Bichsel


DOMANDA Ma come è diventato scrittore? Come ha scoperto questo suo interesse?

BICHSEL  Ho avuto la sfortuna di essere un cattivo calciatore.
E qualcosa bisogna pur fare nella vita: io scrivevo già poesie, e in tal modo ho familiarizzato con lo scrivere: poi ho continuato. Ebbi la fortuna che il mio primo libro fu un successo: e in questo modo si diventa scrittori. A dieci anni avrei dato moltissimo per essere un buon calciatore, o per eccellere nel salto in alto. Io credo, in generale, che la vita non sia determinata da quello che si sa fare: la nostra biografia non viene decisa dalle nostre capacità, ma dalle nostre incapacità. In realtà ci decidiamo per un mestiere perché non sappiamo fare altre cose.

DOMANDA Si tratta di un confronto con la vita, con noi stessi.

BICHSEL  Certo, è il bello del mestiere di scrivere è proprio che è una cosa di cui non si è capaci. Il calciatore sa giocare a calcio, il saltatore sa saltare in alto, mentre di scrivere non si è mai veramente capaci. Questa è la cosa piacevole: un mestiere in cui non si diventa mai professionisti, in cui si rimane sempre dei dilettanti.

Estratto dall'intervista allo scrittore Peter Bichsel, realizzata per la Televisione della Svizzera Italiana.





















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