sabato 22 settembre 2012

Elvira




Ho sbronzato con il grasso
bel rosso d'Ischia dai vetri
della cucina in blu della nonna
Elvira  – morta nella notte:
un infarto sbarrò nella gola
il pianismo di Enrico Simonetti
e il suo intimo gran balzo
nel mozzo febbraio del buio,
ascoltato quel sabato poco prima
della nostra premurosa buonanotte
alla televisione radio nazionale–
colmandoci l'ansia del pasto,
l'incarnato di pace diabetica
del suo viso appena raccolto
alla tristezza dei capelli la sera,
appena stanchi e meglio legati
alla nuca se non più riportati
da mia madre in un a solo indaco
e così assai medico e meno loquace,
contandosi tremanti le ultime pillole
di Carvasin dalla cucina ancora più scialba,
governava una gabbia di uccelli gracili.

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