giovedì 8 aprile 2010

Lettera al mio unico mai

Chiudi gli occhi, ma devi chiuderli davvero, altrimenti non parto. Anche se siamo al buio. Sei curioso di quello che devo dirti o forse vuoi aspettare e rimanere in silenzio anche se io me ne sono accorto che tu mi stai seguendo, e da un bel po', ma non capisco cosa ci trovi di così strano in me, potresti essere il mio vorrei se solo lo volessi, ma mica mi stai guardando, che altrimenti smetto sul serio, adesso va bene, non lo sento più il tuo sguardo, posso continuare; ma dove eravamo rimasti, ah sì, al fatto che mi sento seguito ancora da te, sono certo che continuerai a negarlo eppure sei stato visto da molti anche oggi, me lo hanno detto persone fidate che fanno parte del mio sempre reale e non del mio unico mai, come te. Insomma, dobbiamo ridurci sempre a quest'ora per ritrovarci eppure avremmo avuto altre opportunità che sono andate perdute, come quando si finisce di piegare un lenzuolo in due, ricongiungendo gli ultimi lembi ci si avvicina e ci si sfiora appena con le dita, dalle parti delle nocche o di un dorso accennato e poi ritratto, o quando scrivo a quest'ora, mi brucia di cercarti, adesso te lo dico perché hai chiuso per bene gli occhi e lo hai giurato, e posso indovinare la tua ombra sul foglio, accanto alla mia mano, sono sicuro di non poterne avere mai due di ombre e che l'altra dovrà essere solo la tua e che nessuno mi crederà, perché rimani ancora il mio unico mai e forse il mio senso del non accaduto e del perduto dove potrò ancora ritrovarmi. Adesso non ti ho sentito, ma perché hai preso a spaventarti, te lo fa sempre, a quest'ora? Dici che potrebbe capitarti davvero di amarmi e se accadesse a me, di amare il mio unico mai  che non sarà? Che domande, a quest'ora forse possono fare male certe parole e farci arrossire insieme nel buio, anche se tu non parli mai; forse è meglio spegnerci così, come se fossimo al telefono o al cinema. Non ti muovere, però, fino a quando non lascio la stanza e non accendo dal corridoio. Puoi uscire da qualsiasi punto, l'importante è che io non ti veda, mi raccomando.
Buonanotte e forse a mai più,
amore mio...
l.s.

4 commenti:

Rosanna Palmieri ha detto...

Leggere queste parole mi ha fatto pensare immediatamente ad un pezzo
di Fossati "Ombre e luce"(Domenica al cinema), non è molto conosciuto, se ti capita...

Daniela ha detto...

Semplicemente bellissimo! Fa parte di qualche altro tuo romanzo? se è così vorrei leggerlo subito.

sandra ha detto...

Solo sette punti di sospensione. Sette punti su uno scritto lungo. Mi ha ricordato molto Joyce, il flusso del pensiero, della coscienza. E’ molto particolare questa lettera, astratta-triste-profonda-veloce.
Bellissima lettera, come tutte le cose che scrivi.

Anonimo ha detto...

Per il post
Semplicemente struggente!
L'ho letto tre volte, mi ha riportato sulla note di una canzone di Toquinho e Vanoni
"... vien di notte
poi va via
è un'allegria
e poi un pianto,
e poi soltanto
Nostalgia"
Credo che lo rileggerò... hai una penna non comune...
Stefania