mercoledì 17 febbraio 2010

L'occhio e un relativismo di bellezza

Per un occhio particolarmente attento, non credo che esistano in assoluto dei visi perduti, senza speranza naturale di bellezza. Penso che vi sia sempre un limite soggettivo di osservazione e quindi una grossa e considerevole percentuale di errore. Pensavo, solo per un esempio, a quanta bellezza possa esplodere in una ragazza canonicamente bruttina e dimenticata, che viene colpita o raccolta dalla raffica di un sorriso inatteso di qualcuno, o da un piccolo complimento ispirato e inspiegabile in cui possa trovarsi a inciampare, mentre è distratta, spaventata o scapigliata -personalmente non ho mai incontrato una tenerezza più grande e devastante di qualcuno sorpreso e trasformato da un bacio rubato di questo tipo- e quanto la sottile reazione possa rivelarsi così più profonda di informazioni e di sottopassaggi, a dispetto della statuaria e previdibile monotonia di molti inattaccabili standard di purezza estetica assoluta, in diversi casi anestetizzati dal farmaco della loro sicurezza e orfani di uno sguardo naturale che non riesce a  rivolgersi a nessuna figura umana, senza l'inquinamento di un'esca brulicante, o larva di mosca carnaria. 
l.s.

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