martedì 8 ottobre 2013

Straordinarietà e malinconia infinita

Questa sera, sulla scala mobile della metropolitana, una ragazza a Napoli, che mi stava qualche gradino davanti, mi impediva di proseguire perché stava provando a testa bassa un passo di danza molto leggero, con le caviglie, i polpacci, le ginocchia, occupando, con le luci di una sola gamba, dal lato destro dove era posizionata, il lato sinistro che stavo appena per impegnare.
Strano, se lì fuori c'è solo la scuola di scherma.
Rallentavo e mi fermavo, come se non ci fosse più fretta, forse per non interrompere il suo piccolo numero di magia. 
Quando alzava la testa e si accorgeva di me, la ragazza o ballerina clandestina mi sorrideva arrossendo  di una malinconia straordinaria e infinita; facendomi spazio.
Così.

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