martedì 31 gennaio 2012

Questo stesso laccio di pace: (bozza I)

Questo stesso laccio di pace
dell'intera campagna vorace
che tu più ancora patisci
ma che nessuno perdoni,
al vago lume di una terrazza:
di chi  sotterra, muto, suo figlio,
e di chi gli insegna, invece,
le prime rotte dell'Orsa stanotte,
al canto futo* dello stesso tiglio.

Da poco più lontano
s'illunavano biciclette
tra lunghi fari di fidanzati.

futo*: dal dialetto napoletano sta per: profondo

Gaeta

Secreta lanosa di chiari
pastello in una lunga vela
nelle mura di mari celesti.

Luna di solitudini ariose,  
al pane delle case rosate 
carezzava di innamorati. 

Variazione Bozza 1: L'alba violenta

L'alba violenta (Bozza con variante)

I
Un presto d'alba sa già del suo tardi,
pane di luna alle bocche dei morti
scoperte tra i minareti del sogno
al battito limpido del pianino;
il vento strinse di amore un paese
e il mare grosso delle sue scoscese,
quando le porte sono quasi rosa
e  riazzurrandosi lampi di prati
al sesso murato della tenebra,
le calze di una vedova filano
come il suo sangue più nero dal naso.

L'alba violenta (Bozza)

Il presto d'alba sa già del suo tardi,
navi di luna alle bocche dei morti
aperte tra i minareti del sogno
al battito lento del pianino,
quando le porte sono quasi rosa
e  riazzurrandosi i primi prati
al sesso murato della tenebra,
il vento strinse di amore un paese
al mare grosso delle sue scoscese.

Le calze della vedova filando
come il tuo sangue più nero dal naso.

lunedì 30 gennaio 2012

Sera d'inverno (Varianti)

Le luci sbiancavano
l'amore dei passi,
al bene oscuro di una
voce negli occhi
illimpidì tra le mura
come una nevicata;
la mano di questa sera,
zelante come di nonna,
che mi stana, leggera,
il sudore dell'ansia
dal collo di camicia.

Sera d'inverno (schizzo su scatto)

Sera d'inverno (schizzo di getto sullo scatto):

Le luci sbiancavano
l'odore dei passi,
il bene oscuro di una
voce negli occhi
illimpidì tra le mura
come una nevicata;
la mano di questa sera,
zelante come di nonna,
che mi stanca, leggera,
il sudore dell'ansia
dal collo di camicia.

Inverno notte (Bozza 2)

Gli occhi si allungavano alle giornate
dal tuo passo sbiancato di vela, 
nelle calze fioche slentavi 
la darsena a uno specchio magico
e nell' amplesso nato di un sogno.
La treccia di una strega ti scioglievi
alla mela di una luna sull'acqua,
dove affondavo la faccia di sete.