mercoledì 25 ottobre 2017

Monologo sul sofà di Chiara Condrò: estratto da "La pazza gioia".












martedì 24 ottobre 2017

Lo scrittore, secondo Mann


Lo scrittore è un uomo che più di chiunque altro 
ha difficoltà a scrivere.

Thomas Mann









lunedì 23 ottobre 2017

Per me è così

Spesso penso a un particolare privilegio che mi offre la lettura. La consapevolezza di essere l'unico lettore, in quel determinato momento, ad attraversare quel certo libro in quel determinato punto. A volte penso addirittura di essere l'unico al mondo, ad attraversare quel libro in quel determinato momento, specie quando si tratta di libri particolari, meno comuni. In ogni caso esiste una profonda intimità di fondo con l'atto profondo del leggere e dello sprofondare dentro l'abisso di un grande libro; anche per l'esclusiva del sentirmi unico e prescelto, per il solo fatto di aver aperto e scelto proprio quel libro e quello scrittore in un momento altrettanto unico, che è solo mio e che nello stesso momento appartiene a me, quanto al pensiero del libro e dello scrittore dentro i quali ho scelto e accettato di perdermi, come nelle loro rispettive risonanze, che si smuovono all'infinito ogni volta che mi accendo e mi perdo dentro una pagina. Anche dentro una sola frase. Per me è così.


lunedì 16 ottobre 2017

Nessun amico



"Non c'è nessun amico più leale di un libro."

Ernest Hemingway







domenica 15 ottobre 2017

Urto di luce

Rileggendo il breve post di ieri mattina, scritto dopo essere sceso in cortile ed essere stato inondato dalla luce solare, mi accorgevo che avrebbe funzionato anche l'urto, al posto dell'urlo, in questo modo: "Il cortile stamattina è un urto di luce". Questa sensazione è arrivata in seguito alla pubblicazione del post, qualche decina di minuti dopo. Mi capita spesso che una stessa parola, con una minima variazione, possa creare delle soluzioni interessanti, delle apparenti dissonanze, che mettono un  certo ordine al mistero. In questo caso avrei preferito, a distanza di poco, una spallata di luce a un suo grido. Questioni di attimi. Le percezioni sono anche loro sensibili al passare impercettibile del tempo.



sabato 14 ottobre 2017

Urlo di luce


Il cortile stamattina è un urlo di luce. Desiderio di scrivere, ma anche di passeggiare. O di tacervi dentro. Come un gatto.


venerdì 13 ottobre 2017

"Finsternis", anatomia e fine di una revisione


Credo che il peso di questo lavoro, dal suo primo seme fino agli ultimi passaggi di revisione, lo abbia avvertito come quello di due traslochi simultanei. Di solito la fase delle revisioni che decico ai miei progetti sono sempre velate da un filo di beatitudine, per la possibilità di rimettere ordine, una sorta di pulizia e di chiaro liberatorio, che concede ancora momenti illuminanti, scorse ispirate, non lontane da quelle assai più titaniche che appartengono al flusso di un primo getto. Ma con "Finsternis" è accaduto di tutto e il contrario di questo tutto. Anche la distanza dal primo getto ai progressivi interventi di revisione ha vissuto dei tempi e delle dinamiche singolarissime, dal momento che nulla di questo lavoro è stato programmato, ma mi è precipitato dentro e addosso, come un vecchio pianoforte a coda nella tromba delle scale durante un mio incauto passaggio. 
Lo stesso processo di revisione di questo romanzo breve ha risentito degli scossoni tipici di una fase fobica di primo getto, quindi le sue maledizioni, più che la beatitudine delle potature successive, con il loro lato più clinico. Ecco allora il motivo di questa sensazione di sfinimento, quella di avere sulle spalle due traslochi: l'afflizione di uno spazio mentale, che invece di aver avuto il tempo e il modo di organizzare un controllo è stato controllato, sfidato a procedere con gli stessi tempi misteriosi del primo getto. Come se "Fisternis" fosse nato per essere il getto di una fiammata, dal suo primo all'ultimo momento di apparizione nella mia vita. Ogni progetto ha la sua natura, le sue attitudini, inclinazioni, capricci, ossessioni. "Finsternis" ha comportato questo tipo di carico, che ancora sento dentro le ossa e dentro l'anima, mentre concludo questo post. Una risonanza ostinata a diventare un gorgo impegnativo e impervio di sosta, al quale non riesco più a sottrarmi e dentro il quale mi intrattengo ancora, fino a perdermici...