mercoledì 3 giugno 2020

Nella mia scrittura


Nella mia scrittura si addentra da sempre un mistero. In ogni mistero prevale quello che non si sa, rispetto a quello che si pianifica e si comprende troppo. È per queste ragioni che uno scrittore, più che da un grado di sola comprensione di quello che vuole scrivere, dovrebbe essere avvinto  – e poi sospinto  da un'infestazione, che in qualche modo lo renda autentico in ogni sua espansione di conflitto del suo percorso espressivo. 
Un lettore autentico e fedele, sarebbe in egual modo infestato da un certo pensiero drammatico, e quasi mai convinto di quella giusta estetica o ideologia di linguaggio, secondo me. L'incontro ideale avverrebbe quando lettore e scrittore vivono la stessa tensione di mistero, nel corso dell'esperienza di contatto con l'intimità di quell'opera, e non solo con la sua efficacia diegetica o con la sua economia politica. 
Lo stesso grado di infestazione, nel processo simbiotico del puro immaginare, forse.

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