mercoledì 28 febbraio 2018

Chiara Condrò - La fantastica signora Maisel


Stamattina convivido un altro suggestivo monologo sul sofà della talentuosa attrice Chiara Condrò, nonché amica e persona fantastica, ma nel senso più concreto del termine.






lunedì 26 febbraio 2018

"Prima del ritorno": la locandina ufficiale per Short Lab 2018







sabato 24 febbraio 2018

Nuova selezione per il monologo "Prima del ritorno": Short Lab 2018








sabato 3 febbraio 2018

Se non per sempre


 Come quella corda chiamata cantino, 
che avevi rotto per sbaglio.

Da una revisione, su cui stavo lavorando stamattina presto, mi ritorna la forza della seconda persona. Il grado particolare di intimità che preserva da troppo controllo, troppe informazioni e diramazioni linguistiche, ma che a un certo punto ti concede quel giusto, che si mantenga tra il riserbo, quel filo di confidenza e di lieve timidezza prima dell'azzardo. Soprattutto il non sapere mai troppo di quello che sta accadendo e che stai raccontando. Un passaggio che mi ha colpito di più adesso, quando l'ho estrapolato dal suo tessuto d'origine. Possibile per la sua solitudine, il suo senso raccolto di irreparabilità. Lo stesso di questo cantino di chitarra che si è rotto per sbaglio, dentro un passato misterioso, che si assapora ma che non si conosce. Questo perché lo scrivere è fatto anche della cattura degli istanti più impercettibili o anche spezzati e incompiuti di un personaggio e di una situazione. Alcuni come questi, che possono diventare oscuri e nello stesso tempo fare luce e spazio a un'idea ancora troppo nascosta. Forse ancora per poco,  se non per sempre.






venerdì 12 gennaio 2018

Arrivare alle cose



"Per me è davvero sempre più difficile, anzi inutile, scrivere in un inglese formale. E sempre più ho l’impressione che la mia lingua sia un velo che va strappato per arrivare alle cose (o al niente) che stanno dietro."


Samuel Beckett

venerdì 5 gennaio 2018

La piccola cameriera nel buio


Una cameriera molto piccola e minuta, che continua a sbattere un tappeto. Alle sue spalle una stanza buia di un'intera casa sprofondata nell'oscurità. Quella sagoma ancora vitale e ancora così romanzesca, che mi si staglia di fronte alle cinque passate della sera, riporta alla forra  abissale di un incantamento. Una lezione privata di bellezza e di paura. Quando rientra e la luce gialla irrompe nella camera, il mistero allora si conclude. Ma non per sempre.





lunedì 1 gennaio 2018

Un raudo di silenzio


La notte il ritorno a casa a piedi, nel fumo rosato e nei rombi, concludeva ma nello stesso tempo riapriva. Ferite di aria, ma anche schiarite dalla densità della coltre, forse un viatico di certezza dentro il cratere avernico. I primi a camminare a piedi erano figure mutanti e irreali, che vagavano con gli stessi passi degli spettri dentro quello stesso fumo, in una strada che non aveva entrate e uscite ma solo condensa di strascico, glassa di dolce e carta straccia di bengala.
Il mattino è solo un raudo di silenzio. Pagina eterna di deserto, senza vento.