sabato 12 dicembre 2009

Concludo i soffi nel vetro, a circa duecento.

Da qualche minuto ho lanciato l'utimo post sugli appunti letterari de "I soffi nel vetro", un'idea che è nata senza un margine e che lo ha maturato, nella sua naturale estensione, non per un limite o una precisa necessità, ma perché forse era giusto delimitare un primo blocco di mesi e di analisi su quello che la memoria e il pensiero avevano tracciato a frammenti, a volte nel picco di una mossa azzardata, di un tentativo disperato di volo troppo alto, altre come piccolo training di pratica comunicativa o di gioco. In fondo si è trattato di qualche mese con  quest'appuntamento silente con i miei pensieri privati, che ha trovato senza moventi e senza troppi traumi il suo inizio e la sua fine. Nel silenzio di una contrada alpina, o nel fondo di una valle alto-atesina.
È probabile che possa sperimentare in seguito la stessa sequenza in forma audio, o continuarne a sviulppare modifiche, questo è ancora difficile da prevedere, anche perché sto lavorando in parallelo a diverse altre cose. Ringrazio tutti coloro che hanno ritenuto opportuno, a volte anche e soprattutto per curiosità, sbirciare tra le righe di questo block notes soffiato, senza speranze e senza troppi confini. Lo spazio rimarrà comunque disponibile, eventualmente aggiornato in merito a tutto ciò che possa essere inerente con quel percorso appena concluso, con il cristallo e la limpidezza, a volte tagliente ma non sempre, del vetro...
l.s.

giovedì 10 dicembre 2009

Writer's block


Writer's Block from Dominic Risso on Vimeo.

lunedì 7 dicembre 2009

Prospettiva e profondità sonora in Mann

La grande scrittura si riconosce anche e soprattutto nei piccoli dettagli sfumati, a volte è come un pozzo senza fondo ricco di scoperte, sorprese, piccoli incanti. È proprio nei pressi di una cisterna vuota, che Mann adopera questo insolito e superbo movimento di macchina e di suoni, direzionando l'effetto delle luci serali in una direzione opposta al consueto calarsi dell'oscuro, ma lanciandole verso l'alto in una sorta di immaginaria domificazione. Il passaggio è molto intenso e riuscito, sotteso dall'incontro del primo fratello Ruben con una figura ombrosa di un guardiano misterioso, che gli innesca la paura e il dubbio, prima della discesa alla ricerca di Giuseppe. Ecco il passo analizzato, estratto dal romanzo "Il giovane Giuseppe":
"Ma tra le prime ombre del crepuscolo, nella sussurrante sera che saliva con grandi stelle, Ruben, il figlio di Lia, seguendo lunghi cammini, spingeva il suo asino, che portava tutto l'occorrente, da Dotan, verso la tomba di Giuseppe, per compiere quello che nella precedente notte aveva deciso con amore e con ansia".
Così in questo paragrafo, dove si concentrano in contrappunto elementi di umano e musica degli ambienti, tensioni dello spirito e dei luoghi.

l.s.

XXXI dalle Conclusioni amorose del Tasso

XXXI." La felicità o 'l sommo diletto dell'amante essere riposto nel servir l'amata, non nel signoreggiarla".
Torquato Tasso, da "I dialoghi- Tomo secondo- Einaudi".

sabato 5 dicembre 2009

In poke parole- Racconti lampo



Ho ricevuto la scorsa settimana questo volume di racconti, come ulteriore piccolo omaggio al mio risultato nella 2° edizione del Concorso Letterario Nazionale Libriamo 2009(vincitore 2° classificato). Il piccolo libro si chiama "In poke parole- Racconti Lampo", e raccoglie i migliori racconti dell'edizione scorsa. I racconti sono tutti molto particolari e permeati da una freschezza e da uno stile interessante e in alcuni casi anche piuttosto coraggioso. Due i Primi premi, ex aequo: "Gocce", di Tiziano Faggion, e "Il topo di campana" di Roberto De Paoli, due angolazioni diverse ma ugualmente efficaci nel ritmo e nel gioco narrativo della short story, dove le regole della costruzione sono ferree e dove conta molto la capacità di rimanere incisivi, la parsimonia nelle scelte, il peso giusto delle frasi, gli equilibri e dove anche una sola virgola può giocare enormi differenze. Il racconto di Tiziano Faggion, quello con cui si apre il volume, mi ha toccato in modo particolare, forse per quella distesa nostalgia di ciò che sarebbe potuto essere e che ci è sfuggito, e anche per l'abilità di saper mantenere salda la tensione della struttura senza scivolare troppo nei sentimentalismi. Bello e toccante. "Il topo di campana", gioca con il linguaggio e lascia in una dolce sospensione di fiabesco e di piccolo artificio semantico. Meritevoli di attenzione anche tutti gli altri selezionati. Mi farebbe piacere lanciarne qualcuno in podcast, se troverò il tempo.
Da leggere e gustare.
l.s.

venerdì 4 dicembre 2009

Pensieri umani e destino

"Tutto infatti avviene altrimenti di quel che si pensa, perché i pensieri degli uomini, quando precorrono ansiosamente il futuro, assomigliano un po'agli scongiuri, e sono un ostacolo all'attuarsi del destino. Ma questi, per difendersi, tarpa le ali alla nostra immaginazione, e così noi prevediamo tutto, ma non il destino; il quale, non deviato dai nostri pensieri, conserva in tal modo tutta la sua originaria natura e la sua distruttrice, inopinata potenza".
Thomas Mann

mercoledì 2 dicembre 2009

Books by Jeff Kats

Books from Jeff Katz on Vimeo.