giovedì 7 febbraio 2019

Il peso dell'invisibile


Pensavo in questi giorni a quanto pesi l'invisibilità. Specie quando è essenziata in un personaggio, nelle sue dinamiche, nei suoi scorci di voce e di costante sottrazione alla certezza del chiaro. A volte queste presenze, che sono appena sull'uscio e sembrano non avere mai abbastanza fiato e coraggio per esporsi, sono quelle che in diversi casi fanno la differenza. Il loro peso diventa col tempo condizionante ed è contratto e conformato dalla loro assenza, come dalla loro caparbietà nel non comparire e nel non ostentare mai la volontà di esserci a tutti i costi. Un sentimento di resa che ritorna solo più avanti, a volte in momenti del tutto inattesi, rendendo proprio quelle figure più sobrie, vacillanti e in disparte,  disegnate con un filo di matita, le uniche che abbiano davvero contato – e forse anche cantato – nella musica misteriosa di una storia, rappresentandovi l'unica (ir)reale risonanza.



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